Il Diario di Ominidi 2020 – Capitolo 2 – Giorno 7 – Abbiamo Incontrato



( Gruppo Giallo - Laura; Gruppo Rosso - Ilaria; Gruppo Viola - Marzio )
 
Siamo al Convento e mentre stiamo leggendo, ci avvertono per telefono che i volontari della Misericordia di Radda, con cui abbiamo appuntamento, stanno arrivando: tornano da Siena dove sono stati per una chiamata. Dopo pochi minuti, ecco l'ambulanza!
Dall'ambulanza scendono Niccolò e Gabriele, che circa 10 anni fa partecipava ad Ominidi!
L'incontro di oggi è stato davvero interessante e particolare. 
Gabriele e Niccolò ci raccontano in modo preciso cosa fa la Misericordia: i servizi sociali di aiuto alla popolazione, che non si svolgono in emergenza e non richiedono l'ambulanza, ma che sono importantissimi per nostra comunità; e poi, naturalmente, il servizio di soccorso. Ci descrivono l'organizzazione molto complessa che c'è dietro il Servizio di Soccorso e che serve un territorio molto vasto: capiamo quindi che la sezione di Radda non opera da sola - Gabiele è di Radda, Niccolò è di Siena! - ma in collaborazione con le altre del Chianti e all'interno di un sistema  di coordinamento regionale. Con loro scopriamo cosa accade quando si chiama il numero di emergenza e quanto impegno e dedizione, organizzazione, lavoro e preparazione c'è dietro all'ambulanza che vediamo sfrecciare con la sirena accesa. Gabriele e Niccolò ci illustrano i dispositivi che il personale dell'ambulanza utilizza nelle varie situazioni, necessari a seconda delle condizioni delle persone soccorse: alcuni ci consentono di provarli.... uno degli Omindi viene caricato sul "cucchiaio", uno assicurato con il "ragno" alla tavola per immobilizzare la schiena in caso di trauma! E' divertente, ma questa per noi è anche l'occasione di imparare come è bene comportarsi in caso di caduta che può aver procurato un trauma.
Mentre ci stiamo salutando ricevono una chiamata, li vediamo in azione: parlare alla radio, verificare la scheda di chiamata sul tablet del servizio, e partire di nuovo rapidamente in direzione di Siena!

Ci rassicura sapere che persone così brave si prendano cura di noi: ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale quello che fanno.
Ci è piaciuto molto anche scoprire molte cose tecniche sugli strumenti a bordo dell'ambulanza, affascinanti e curiosi: a proposito, dovevamo scoprire come fa a leggere l'ossigeno che abbiamo nel sangue lo strumento con cui ci hanno stretto la punta di un dito per dirci che respiravamo bene - il saturimetro da dito -: sembra una magia... qualcuno lo ha scoperto?

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