Il Diario di Ominidi 2020 – Capitolo 2 – Giorno 10 – Abbiamo Incontrato

 

 

( Gruppo Giallo - Laura; Gruppo Rosso - Ilaria; Gruppo Viola - Marzio )

Oggi abbiamo il secondo appuntamento con l'Associazione dei Vignaioli di Radda: andremo a visitare e scoprire l'azienda di Colle Bereto! La vediamo da scuola: si trova proprio sulla collina davanti, di là dalla valle.
Sono con noi Gian Marco e Lorenzo (due ex Ominidi, tanto per cambiare..) anche loro volontari dell'Associazione RaddAttivA: saranno le nostre guide lungo i sentieri attraverso i campi per arrivare a Colle Bereto e poi al ritorno fino alla Villa. Hanno fatto un programma speciale, soprattutto per il ritorno! Partiamo. 
 
Dopo una sosta al Convento dei Frati per la merenda,  prendiamo il sentiero che costeggiando il Convento scende verso il borro e ci troviamo in mezzo ai vigneti di Colle Bereto: è molto bello trovarsi nello spazio aperto dei campi! Andando osserviamo come sono organizzate le coltivazioni di vite sulla collina che stiamo scendendo: in particolare i filari orizzontali sui terrazzamenti alla maniera tradizionale toscana, e l'andamento diverso del rittochino dei vigneti moderni; osserviamo anche, arrivati in fondo valle, che ci sono alcuni campi di grano già mietuto. Saliamo fino a raggiungere una scultura di cavallo con una grande stella sulla schiena (scopriremo poi che si tratta di Zenit di Mimmo Paladino): davvero emozionante trovare le sculture nei campi!  Dall'altro lato della strada una pergola lunghissima di uva protegge un bellissimo acquedoccio antico, uno dei pochi rimasti ormai, che un tempo servivano per il drenaggio delle acque dai campi.
All'arrivo ci accoglie Bernardo, il direttore, che ci fa iniziare la visita dal vigneto. Qui ci racconta la storia dell'azienda -un posto antichissimo e un tempo fattoria di proprietà della chiesa-; ci spiega poi della coltivazione biologica ed alcune cose tecniche molto interessanti e curiose per noi sulla coltivazione della vite (caratteristiche diverse che le viti assumono in base alla posizione nei filari, potature di grappoli che si fanno per far maturare meglio i grappoli rimanenti, perchè ci sono le rose in testa ai filari...). Prima di lasciare il vigneto ci invita anche ad assaggiare l'uva, San Giovese, quasi matura: possiamo perchè è biologica! Visitiamo poi la cantina: vediamo le macchine per l'imbottigliamento, le botti per l'invecchiamento, i tini per la fermentazione; poi ci offrono un buonissimo spuntino pane e olio prodotto da loro! Sulla terrazza c'è un'altra scultura! Si tratta de L'uomo che misura le nuvole di cui Bernardo ci racconta il significato che gli è stato spiegato personalmente dall'autore, Jan Fabre. Prima di salutarci ci accompagna anche a vedere il vecchio frantoio per le olive, oggi non più utilizzato ma perfettamente funzionante. Purtroppo dobbiamo ripartire, salutiamo e ringraziamo per la visita molto interessante: anche oggi abbiamo scoperto e imparato un sacco di cose, in un posto davvero speciale.
E' tardi, si parte diretti per la Villa: non c'è tempo per il percorso avventuroso di ritorno che Gian Marco e Lorenzo avevano preparato per noi, lungo il sentiero alto della contra: vorrà dire che dovremo tornare per un'altra passeggiata specifica!

Ci è sembrato molto bello trovare in un'azienda agraria tanta cura e attenzione non solo rivolta alla produzione del vino ma anche alla cura del paesaggio, alla conservazione delle tracce del passato (dai muretti nei campi, all'acquedoccio, ai pagliai, agli edifici, alle vecchie attrezzature) unita all'interesse verso l'arte moderna, per l'emozione e i messaggi che può comunicare a tutti quanti si trovano in questo magnifico luogo. Grazie davvero a Bernardo e a Colle Bereto.

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